IN cosa posso aiutarti
Questa pagina serve a capire se ciò che stai vivendo rientra nelle situazioni con cui lavoro più spesso. Molte persone arrivano quando sentono che qualcosa non funziona più come prima, quando c’è confusione, fatica, o il bisogno di uno spazio in cui fermarsi e provare a capirsi.
Quando ci si sente bloccati e non si riesce a scegliere
Ci sono momenti in cui ci si accorge che qualcosa deve cambiare, ma non si capisce cosa. A volte il blocco è una nebbia che impedisce di prendere decisioni; altre volte è una lotta interna tra parti che tirano in direzioni diverse; altre ancora è un continuo rimuginare, analizzare ogni possibile scenario senza arrivare da nessuna parte.
In terapia esploriamo cosa accade dentro, cosa ostacola il movimento, quali emozioni sono rimaste sospese e quali possibilità non si riescono ancora a vedere.
Relazioni che fanno soffrire: schemi che si ripetono e rapporti da cui non si riesce a uscire
Molte persone arrivano perché vivono relazioni sbilanciate o faticose, oppure perché notano di scegliere sempre partner difficili, emotivamente indisponibili o poco affidabili. C’è chi tende a compiacere, chi evita i conflitti, chi si mette spesso in una posizione di inferiorità, chi vive con la paura del giudizio o del rifiuto. Altri restano agganciati a rapporti che fanno male, anche quando una parte di loro sa che sarebbe meglio allontanarsi: relazioni altalenanti, dipendenza affettiva, paura della solitudine, tentativi di “aggiustare” persone che non vogliono essere aiutate.
In questo spazio lavoriamo sui pattern che si ripetono, su cosa li tiene vivi, su quali bisogni profondi racchiudono e sulle possibilità alternative che iniziano a emergere quando ci si osserva con più chiarezza.
Autostima bassa, critiche interiori e sentirsi “non abbastanza”
Ci sono periodi in cui la voce interna diventa giudicante, severa, implacabile. Subentra il paragone costante con gli altri, il perfezionismo che non concede tregua, la sensazione di non valere, di essere in difetto. Questo influisce sul lavoro, sulle relazioni, sulle scelte quotidiane.
In terapia guardiamo da vicino questa voce: da dove arriva, cosa cerca di proteggere, come puoi costruire un rapporto più realistico e gentile con te stesso e con ciò che provi.
Ansia, panico, stress e somatizzazioni
L’ansia può manifestarsi come agitazione continua, fiato corto, nodo alla gola, tachicardia, tensione muscolare, vertigini, disturbi gastrointestinali. A volte compare l’overthinking: la mente che corre, anticipa, controlla, teme il giudizio o immagina sempre lo scenario peggiore.
In alcuni casi l’ansia esplode in attacchi di panico; in altri si infiltra nel corpo, trasformandosi in sintomi fisici che non trovano spiegazione medica.
Insieme esploriamo cosa significano questi segnali, come regolare l’attivazione interna e come ridurre l’impatto dell’ansia sulla tua vita. Quando serve, possiamo valutare anche un supporto farmacologico leggero e mirato.
Depressione, umore basso e perdita di energia
Non sempre la depressione si manifesta come tristezza. A volte è un senso di vuoto, di rallentamento, di distanza da ciò che prima dava piacere. Altre volte è stanchezza profonda, difficoltà di concentrazione, sentirsi spenti o disinteressati.
In terapia esploriamo cosa ha fatto perdere slancio, quali parti interne si sono ritirate e cosa può aiutarti a ritrovare vitalità. Se i sintomi ostacolano la vita quotidiana, si può affiancare un percorso farmacologico su misura.
Difficoltà a dormire
Insonnia, risvegli frequenti, sonno leggero o agitato, difficoltà ad addormentarsi perché la mente non si ferma. Spesso il sonno è uno degli indicatori più sensibili dello stress e dell’attivazione interna. Lavoriamo su ciò che accade dentro quando ci si prova a fermare, e su come ritrovare un ritmo più regolare.
Sovraccarico, burnout e fatica emotiva
C’è chi è abituato a reggere molto, finché a un certo punto non si riconosce più. Irritabilità, esaurimento mentale, difficoltà a concentrarsi, sensazione che ogni richiesta pesi il doppio. Può essere legato al lavoro, alla famiglia, alla pressione costante di dover funzionare sempre.
In terapia cerchiamo di capire cosa ti sta chiedendo troppo, quali parti interne si sono affaticate e cosa significa alleggerire davvero.
Cambiamenti di vita che disorientano
Una separazione, un lutto, un trasferimento, un nuovo lavoro, diventare genitori, perdere un riferimento, affrontare un fallimento o un successo inatteso. Ogni cambiamento smuove emozioni, paure e domande.
La terapia diventa uno spazio per capire cosa si sta trasformando dentro e come orientarti senza perdere di vista ciò che è importante.
Confusione, perdita di senso e domande esistenziali
A volte il problema non è un sintomo, ma la sensazione di non riconoscersi più. Può essere un vuoto, un disallineamento interno, una domanda di direzione che non trova risposta.
Il lavoro fenomenologico–esistenziale si muove bene in questo territorio: ascoltare, chiarire, dare forma, comprendere che cosa sta emergendo e come vuole trasformarsi.
Quando si ripetono sempre gli stessi comportamenti anche se non funzionano più
Molte persone arrivano perché sentono di fare sempre le stesse cose: evitare i conflitti, dire sempre “sì”, lavorare troppo, scegliere gli stessi tipi di partner, rimandare tutto, bloccare i desideri, stare zitte per paura di disturbare.
Spesso questi automatismi sono invisibili finché qualcuno non li rimanda con delicatezza. Il lavoro consiste nell’accorgercene, nel sentirli dall’interno e nello sperimentare alternative più libere, prima nella seduta e poi nella vita quotidiana.
Per chi è questo percorso e per chi non lo è
Questo modo di lavorare richiede disponibilità a guardarsi dentro, a prendersi la responsabilità di ciò che dipende da sé e ad accogliere cambiamenti che non sono immediati.
Non è un percorso adatto a chi cerca una soluzione veloce, una tecnica “risolutiva”, una risposta pronta su cosa fare. Credo nei cambiamenti lenti ma profondi, quelli che diventano parte di sé e non svaniscono in pochi giorni.
Non gestisco urgenze psichiatriche, situazioni di rischio immediato, dipendenze gravi o condizioni che richiedono un’equipe o un intervento intensivo. Nello spazio della seduta ci sono con tutto me stesso, ma non posso sostituirmi a un pronto soccorso o a un servizio territoriale.
Se ti ritrovi in una parte di ciò che hai letto
Se qualcosa ti risuona, possiamo prenderci un primo colloquio per capire cosa ti ha portato fin qui e se questo modo di lavorare può esserti utile. È uno spazio per raccogliere ciò che senti e valutare insieme se iniziare un percorso.